Herem, la guerra di Mabel – parte 5

Un lunare era un lunare, a prescindere da quale fosse il suo sistema di provenienza. Quando parlava o interagiva con un “planetoide”, cioè un essere umano nato e cresciuto su un pianeta a gravità simil-terrestre, adottava quello che qui chiamavano il “fare con la pietra al collo”, un insieme di atteggiamenti, movenze ed espressioni studiate e imparate apposta per permettergli di integrarsi nella società planetaria con relativa facilità. I “planetoidi” pensavano che i lunari fossero strani, ma non ne avevano idea…

Herem, la guerra di Mabel – parte 4

Il giovane ufficiale era di bell’aspetto. Mabel lo giudicò fresco di addestramento, probabilmente ancora in affiancamento a un altro ufficiale. “Ero anch’io così facile da leggere?” si chiese sospirando.

Herem, la guerra di Mabel – parte 3

Mabel si girò sorpreso. Era in alta uniforme, i suoi gradi dorati ben evidenti sulle spalline, ed era pettinato e rasato ad arte. L’uomo che aveva davanti a confronto sembrava uscito da un rifugio per sfollati: aveva una felpa e dei pantaloni, con uno strappo.

Herem, la guerra di Mabel – parte 2

Le superfici dei pianeti rappresentavano sempre un tuffo nell’umile scomodità di dover fare i conti con le più banali leggi del creato, pensava Mabel. Quando eri in una base spaziale o su una grande nave avevi la falsa impressione che l’uomo avesse ormai il potere di controllare tutto, compresi il tempo e lo spazio: potevi muoverti fra le stelle, vivere fino a duecento anni, portare vita dove il creatore aveva pensato di non prendersene disturbo… ma poi arrivavi su un pianeta dove le tue attrezzature più sofisticate dovevano fare i conti con la foschia, e perdevano.